Con l’ambiente non si scherza!

Cosa vi viene in mente pensando al settore industriale?
O meglio, cosa NON vi viene in mente?
Scommettiamo che la natura e l’ambiente sono tra i concetti che non assocereste a una fabbrica, né tantomeno a una conceria (che nell’immaginario comune è un posto brutto, sporco e puzzolente).
Ma noi di Conceria Stefania scommettiamo anche su un’altra cosa: la compatibilità della nostra produzione con la natura, grazie a una forte attenzione all’ambiente che ci circonda. Come? Continuate a leggere per scoprirlo.

La questione ambientale è vissuta, nel nostro Paese e nel mondo, con sempre maggiore coinvolgimento e preoccupazione, da parte dell’opinione pubblica e della classe politica.
Negli ultimi decenni, soprattutto a partire dal boom economico (e quindi industriale) iniziato alla fine degli anni ’50 e fiorito negli anni successivi, l’industria italiana ha vissuto un crescente sviluppo su vari livelli: è aumentato il numero degli stabilimenti, così come le loro dimensioni e i volumi di produzione; sono aumentati i consumi, naturalmente, e si è quindi allargato a dismisura il volume dello scambio domanda-offerta.

Ed è aumentato, di conseguenza, l’inquinamento, di pari passo con l’urbanizzazione e lo sfruttamento sempre più vasto di aree che prima erano inutilizzate o rurali.

Il 10 luglio del 1976, un reattore dello stabilimento dell’industria chimica ICMESA, con sede a Meda (Brianza), esplode provocando una massiccia fuoriuscita di una nube di diossina TCDD, una sostanza molto tossica, che investe una vasta area interessando i paesi limitrofi, in particolare Seveso.
Si tratta del primo disastro ambientale in Italia, che porta per la prima volta l’opinione pubblica a preoccuparsi seriamente degli effetti dell’industria sull’ambiente e a chiedere (e a ottenere) seri provvedimenti in merito.

Da allora sono stati fatti molti passi in avanti per la messa in sicurezza degli impianti e per la riduzione al minimo della produzione di sostanze inquinanti, così come per lo smaltimento dei rifiuti prodotti.

Il progetto Industria e Ambiente promosso dalla Fondazione Micheletti, ad esempio, si prefigge di monitorare l’impatto sul territorio italiano dell’industrializzazione, studiando i singoli casi di impatto ambientale in Italia, approfondendone cause e conseguenze, senza tralasciare i conflitti ambientali, la posizione delle istituzioni, le ipotesi e le esperienze di recupero.

La ricerca tecnologica e scientifica, che non si è mai fermata, ha fatto passi da gigante in questo campo, riuscendo addirittura a elaborare processi di recupero e riutilizzo degli scarti oltre che rendere più sicuri i sistemi di stoccaggio, trasporto, conservazione e smaltimento delle sostanze inquinanti che, in alcuni casi, sono divenute addirittura delle risorse, favorendo la realizzazione di impianti per il recupero dei sottoprodotti derivanti dai vari settori industriali.

In Conceria Stefania abbiamo molto a cuore le sorti dell’ambiente.
Da sempre, nella nostra storia, i processi industriali sono andati di pari passo con la compatibilità ambientale. Ci avvaliamo delle migliori tecnologie produttive che garantiscono il rispetto per l’ambiente. L’azienda, per noi, è come casa nostra: tutti gli operatori che lavorano in Conceria Stefania sanno che l’attenzione per l’ecosistema in cui viviamo garantisce a tutti noi una miglior qualità della vita.

La caratteristica lavorazione delle concerie comporta inevitabilmente il consumo di molta acqua che, durante i processi di trasformazione delle pelli, viene mescolata ai preparati chimici necessari alla produzione. Le acque derivate da questi processi passano attraverso uno speciale impianto (attivo da oltre vent’anni!) che ne permette la completa depurazione attraverso un sistema biologico a fanghi attivi, come quelli utilizzati per depurare gli scarichi civili (ovvero derivanti dal consumo domestico). Così, le acque depurate possono essere tranquillamente smaltite attraverso la rete fognaria!
Questo è molto importante per uno stabilimento che utilizza circa 80.000 metri cubi d’acqua all’anno (equivalente ai consumi di un paese di circa 1.300 abitanti).
Inoltre, come per l’acqua, abbiamo appositi procedimenti di depurazione anche per l’aria: diverse tipologie di impianti, infatti, attraverso vari sistemi (dalla filtrazione allo scrubber, sistema di abbattimento per attraversamento dell’aria nell’acqua) garantiscono costantemente la qualità dell’aria reimmessa nell’ambiente esterno.

Tutto questo rispecchia la nostra convinzione per cui non è necessario diventare dei mostri ecologici per produrre eccellenza…

Anzi, l’eccellenza sta proprio laddove si riesce a creare prodotti della massima qualità con un impatto minimo sul bene più prezioso: il mondo in cui viviamo.

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