Turbigo – Castano Primo, le origini e la storia del distretto conciario lombardo

Scopriamo insieme la tradizione secolare di quello che oggi rappresenta il quarto polo in Italia per la produzione di pellame.

Le origini dell’arte e dell’industria delle pelli nell’area meneghina affondano le proprie radici già in epoca romana. Appartiene proprio al capoluogo lombardo l’unico esempio in tutta l’epigrafia latina di commerciante di attrezzi da calzolaio (definito “comprator mercis sutoriae”), esempio che presuppone la presenza di questa particolare merce e il fiorire del relativo mercato nella zona.

Le testimonianze di attività legate alla lavorazione della pelle proseguono anche nell’alto Medioevo, durante il quale si parla di veri e propri addetti alla lavorazione del pellame, così come dal X secolo in poi. In età comunale, nel 1288, viene stilato un elenco di mestieri in cui rientrano i “cerdones” (calzolai) e i “pellipari” (conciatori di pelle), ma è solo a partire dal periodo signorile che si hanno notizie più dettagliate grazie alle norme statutarie relative alle funzioni e ai compiti delle associazioni di mestiere.

Nei secoli successivi l’importanza del settore non fa altro che aumentare in Lombardia, in particolar modo a Milano e nelle zone limitrofe, favorita anche dalla presenza dei Navigli e di numerosi piccoli corsi d’acqua. All’indomani dell’unificazione italiana, l’arte conciaria è seconda solo alla lavorazione della seta e della lana e i conciatori lombardi rientrano a pieno titolo tra i maggiori produttori nazionali di pellame.

Nel secolo scorso inizia a delinearsi una vera e propria area geografica, in provincia di Milano, in cui l’industria conciaria conosce uno sviluppo senza precedenti: si tratta del distretto lombardo di Turbigo – Castano Primo, una zona in cui a partire dagli anni ’20 vengono avviate diverse concerie, alcune delle quali tutt’ora esistenti. È qui che, dopo la guerra, Francesco Ramponi muove i primi passi nel settore: comincia a lavorare in una conceria a Turbigo e finalmente nel 1944, dopo anni di esperienza, ne fonda con alcuni soci una tutta sua con sede a Castano Primo, nel cuore di uno dei principali poli d’Italia.

Superata la Seconda Guerra Mondiale e le sue inevitabili ricadute economiche, tra gli anni ‘50 e gli anni ’70 il distretto di Turbigo – Castano Primo conosce una fase di grande ripresa, arrivando a includere centinaia di imprese. È in questo periodo che Francesco Ramponi decide di proseguire l’attività da solo: così l’azienda nel 1960 prende il suo attuale nome, Conceria Stefania, ed in breve tempo si afferma come una delle maggiori realtà imprenditoriali del polo.

A partire dalla metà degli anni ’80 comincia una fase di rallentamento per il distretto conciario: scelte economiche di diverso tipo portano svariate aziende a cessare l’attività e a vendere gli stabilimenti. Sono poche le realtà che riescono a imporsi e Conceria Stefania è una di queste: oggi l’azienda conta tre stabilimenti che occupano una superficie totale di 40.000 metri quadrati e la produzione è dodici volte superiore a quella iniziale.

Nel suo insieme il distretto di Turbigo – Castano Primo, sebbene non abbia più l’estensione di un tempo, rappresenta comunque il quarto polo in Italia nel settore del pellame, arrivando a costituire da solo circa il 4% della produzione nazionale e conservando alcune delle punte di diamante del settore.

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